Metodo PRISMA: cos’è e come utilizzarlo per la revisione sistematica

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Il metodo PRISMA è una guida strutturata e standardizzata utilizzata per realizzare revisioni sistematiche e meta-analisi in modo ordinato, rigoroso e trasparente.

Il suo obiettivo è semplice: aiutarti a raccogliere e analizzare le evidenze scientifiche disponibili senza tralasciare aspetti importanti né introdurre bias non necessari.

Attraverso una checklist e un diagramma di flusso, PRISMA mostra passo dopo passo come sono stati cercati gli studi, quali sono stati selezionati e per quali motivi. In questo articolo scoprirai come applicare la metodologia PRISMA alla tua tesi di laurea, tesi di master o dottorato.

Che cos’è il metodo PRISMA e a cosa serve nella ricerca?

Il metodo PRISMA, acronimo di Preferred Reporting Items for Systematic Reviews and Meta-Analyses, è una guida internazionale basata su evidenze scientifiche, pensata per riportare in modo chiaro, completo e riproducibile le revisioni sistematiche e le meta-analisi.

Non si tratta semplicemente di un metodo per svolgere una revisione, perché questa funzione appartiene al protocollo della revisione sistematica. PRISMA è invece uno strumento di reporting che garantisce che il lavoro finale spieghi con precisione:

  • perché è stata realizzata la revisione;
  • quali procedure hanno seguito gli autori;
  • quali risultati sono emersi;
  • quale significato hanno tali risultati.

Il suo obiettivo principale è migliorare la qualità, la coerenza e la trasparenza delle pubblicazioni scientifiche, così che altri ricercatori, docenti, revisori o professionisti possano valutare, replicare o discutere il lavoro svolto.

Sebbene venga impiegato molto spesso nelle scienze della salute, come medicina, infermieristica ed epidemiologia, PRISMA è oggi utilizzato anche in pedagogia, psicologia, scienze sociali e in molti altri ambiti accademici in cui si realizzano revisioni sistematiche.

Componenti principali del PRISMA

Il metodo PRISMA si basa su tre elementi fondamentali:

Checklist di 27 elementi
La versione PRISMA 2020 include una lista di controllo con 27 punti che coprono tutte le sezioni del lavoro: titolo, abstract, introduzione, metodi, risultati, discussione e altre informazioni rilevanti.

Diagramma di flusso
È il noto schema che rappresenta in maniera visiva le varie fasi del processo: identificazione, selezione, valutazione di idoneità e inclusione degli studi, indicando anche le esclusioni e le relative motivazioni.

Documento esplicativo
Oltre alla checklist, esiste una dichiarazione ampliata che fornisce chiarimenti, raccomandazioni ed esempi pratici per ogni punto.

Metodo PRISMA secondo gli autori

La metodologia PRISMA è stata sviluppata originariamente nel 2009 grazie al contributo di ricercatori di grande rilievo nel panorama scientifico internazionale.

PRISMA 2009
La versione originale fu elaborata dal Gruppo PRISMA, guidato da David Moher, Alessandro Liberati, Jennifer Tetzlaff e Douglas G. Altman. Il documento venne pubblicato contemporaneamente su riviste di grande prestigio, come PLoS Medicine, BMJ e Annals of Internal Medicine.

PRISMA 2020
La versione aggiornata è stata pubblicata da un gruppo di lavoro più ampio, con autori principali come Matthew J. Page, Joanne E. McKenzie e Patrick M. Bossuyt, tra gli altri. Questa revisione ha aggiornato la guida originale per adattarla ai nuovi standard metodologici e alle esigenze attuali della ricerca.

Sul sito ufficiale di PRISMA è possibile scaricare gratuitamente la checklist, il diagramma di flusso, le varie estensioni e le traduzioni disponibili. Si tratta di uno strumento molto utile per rendere la revisione sistematica della tua tesi di laurea più solida, credibile e ben strutturata.

Come applicare il metodo PRISMA nella revisione sistematica: guida passo dopo passo

PRISMA orienta il ricercatore nel modo corretto di documentare e presentare revisioni sistematiche e meta-analisi. Per applicarlo in modo efficace, è consigliabile seguire i passaggi che trovi qui sotto.

Passo 1: pianificare prima di iniziare

Tutto parte da una buona pianificazione. Prima ancora di cercare articoli scientifici, è necessario definire con precisione l’argomento di ricerca.

Di solito si formula una domanda chiara e si redige un protocollo nel quale si specificano i criteri di inclusione ed esclusione degli studi, le fonti da consultare e la strategia di ricerca.

Passo 2: effettuare la ricerca degli studi

Una volta definito il piano, si passa alla ricerca bibliografica. In questa fase si scelgono le banche dati più pertinenti, si stabiliscono le parole chiave e si realizza una ricerca sistematica ben documentata.

Non bisogna cercare tutto indiscriminatamente, ma cercare con metodo. È importante registrare le date, il numero di risultati ottenuti e le fonti utilizzate, in modo che l’intero processo risulti trasparente e replicabile.

Passo 3: selezionare gli studi pertinenti

Dopo aver raccolto i risultati, inizia la fase di selezione. Prima si eliminano i duplicati, poi si analizzano titoli e abstract per escludere gli studi non pertinenti. Quelli che superano questo filtro vengono letti integralmente.

Durante questa fase è fondamentale annotare con chiarezza i motivi per cui ogni studio viene escluso, perché tali informazioni dovranno comparire successivamente nel diagramma di flusso PRISMA.

Passo 4: estrarre e valutare i dati

Dagli studi selezionati si raccolgono i dati più rilevanti, come caratteristiche del campione, metodologia utilizzata e risultati principali. Parallelamente, si valuta la qualità degli studi e il possibile rischio di bias, aspetto essenziale per interpretare correttamente le conclusioni.

Questa fase permette di capire quanto siano affidabili gli studi inclusi e fino a che punto sia possibile basarsi sui loro risultati.

Passo 5: analizzare e sintetizzare i risultati

Una volta organizzati i dati, si procede con l’analisi. Se gli studi sono sufficientemente omogenei, è possibile realizzare una meta-analisi. In caso contrario, si presenta una sintesi narrativa chiara, ordinata e coerente.

Passo 6: redigere e presentare lo studio

La stesura finale deve seguire la struttura proposta da PRISMA:

  • introduzione;
  • metodi dettagliati;
  • risultati presentati con trasparenza;
  • discussione critica e onesta.

Il diagramma di flusso PRISMA e la checklist aiutano a mostrare in modo visivo e ordinato come si è sviluppato l’intero processo.

Passo 7: revisionare e condividere

Prima della consegna o della pubblicazione, è consigliabile verificare il lavoro utilizzando la checklist PRISMA e, se possibile, chiedere un feedback a un relatore, a un docente o ad altri ricercatori.

Una revisione finale accurata garantisce che il lavoro sia ben documentato e conforme ai criteri metodologici richiesti.

Metodo PRISMA: esempio di applicazione

Per capire meglio come funziona, vediamo un esempio pratico basato su una revisione sistematica sull’efficacia della lettura guidata nel migliorare la comprensione del testo nella scuola primaria.

1. Definizione della domanda di ricerca

Si formula una domanda chiara, ad esempio: la lettura guidata migliora la comprensione del testo nei bambini della scuola primaria?

2. Ricerca degli studi

Si cercano articoli nelle banche dati accademiche usando parole chiave come lettura guidata, comprensione del testo e scuola primaria.

Risultato iniziale: 180 studi individuati.

3. Selezione degli studi

Si eliminano i duplicati e restano 140 studi.
Si analizzano titoli e abstract e se ne escludono 90 perché non pertinenti.
Si leggono i testi completi e si escludono altri 35 studi perché non soddisfano i criteri stabiliti.

Risultato finale: 15 studi inclusi.

4. Estrazione e valutazione dei dati

Dai 15 studi selezionati si raccolgono i dati chiave, come campione, metodologia e risultati, e se ne valuta la qualità per individuare eventuali bias.

5. Sintesi dei risultati

I risultati vengono confrontati e sintetizzati. Se i dati lo consentono, si realizza una meta-analisi; altrimenti si presenta una sintesi narrativa ben organizzata.

6. Presentazione del processo

L’intero procedimento viene mostrato attraverso il diagramma di flusso PRISMA, spiegando quanti studi sono stati identificati, esclusi e analizzati, e per quali motivi.

Il valore del metodo PRISMA nella ricerca accademica

Come hai visto, la metodologia PRISMA rappresenta uno standard fondamentale per realizzare revisioni sistematiche e meta-analisi con rigore, chiarezza e affidabilità.

Se applicato correttamente, questo metodo migliora la qualità complessiva dello studio e rafforza la fiducia nelle evidenze presentate.

Se hai bisogno di supporto per utilizzare PRISMA nella tua tesi di laurea, tesi di master o in un altro progetto accademico, in Gabinete de Estudios ti accompagniamo passo dopo passo per sviluppare un lavoro ben strutturato e conforme ai criteri metodologici richiesti.

Domande frequenti

Quali sono le fasi della revisione secondo il metodo PRISMA?

In linea generale, il processo comprende: pianificazione, ricerca degli studi, selezione, estrazione e valutazione dei dati, analisi dei risultati e redazione finale. Tutto deve essere documentato con precisione affinché il procedimento sia trasparente e replicabile.

Come si applica correttamente il metodo?

È necessario seguire una checklist e un diagramma di flusso che mostrano in modo dettagliato cosa è stato fatto in ogni fase: come sono stati cercati gli studi, quali sono stati esclusi e per quali ragioni, e come sono stati analizzati i risultati. L’aspetto essenziale è procedere con ordine e giustificare ogni decisione.

Qual è l’ultima versione del metodo e quali estensioni esistono?

La versione più recente è PRISMA 2020, che aggiorna e perfeziona la guida originale. Esistono inoltre estensioni adattate a diversi tipi di studio, come le scoping reviews, le revisioni rapide o le network meta-analyses, per rispondere meglio alle esigenze di ogni ricerca.

È obbligatorio utilizzare sempre il diagramma PRISMA?

Non è obbligatorio in senso assoluto in tutti i contesti, ma è fortemente consigliato. Il diagramma consente di comprendere con immediatezza il processo di selezione degli studi e molte riviste scientifiche o revisori lo considerano uno standard metodologico essenziale.

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