La scheda bibliografica è uno strumento molto utile nella ricerca, perché consente di organizzare in modo metodico la bibliografia consultata durante lo sviluppo di un argomento.
Infatti, al di là di essere un semplice formato scolastico, il suo vero scopo è registrare gli elementi essenziali di ogni fonte, così da poterla recuperare facilmente in seguito, confrontarla con altre e utilizzarla con maggiore sicurezza.
Se vuoi capire meglio come funziona questo metodo, in questa guida scoprirai quali elementi vengono generalmente inclusi in questo tipo di elenco di fonti accademiche e troverai anche alcuni esempi, così da poter scegliere l’impostazione più adatta al tuo tipo di ricerca.
Definizione di scheda bibliografica e a cosa serve questo strumento
In sostanza, si tratta di una registrazione strutturata in cui si annotano i dati di una fonte di informazione consultata, che può essere un libro, un articolo, una tesi, una pagina web o un’altra risorsa, con l’obiettivo di identificarla, localizzarla e citarla in un lavoro accademico o di ricerca.
Può essere realizzata in formato cartaceo oppure digitale e, a seconda del contesto o delle norme di citazione adottate, esistono diversi formati e criteri di organizzazione che si adattano alle esigenze di ogni progetto e al tipo di fonte utilizzata.
Come abbiamo già accennato, la sua funzione principale è aiutare a organizzare le referenze in modo ordinato e coerente durante tutto il lavoro. Inoltre, grazie alla sua praticità, serve anche a:
- facilitare la preparazione della bibliografia finale senza dover cercare di nuovo ogni fonte;
- mantenere la tracciabilità e la credibilità delle informazioni utilizzate;
- evitare errori di citazione e ridurre il rischio di plagio, attribuendo correttamente idee e dati consultati.
L’aspetto più pratico è che puoi crearla nel tuo editor di testo preferito. Naturalmente, non si tratta di riempirla con dati a caso, ma di inserire informazioni corrette e davvero utili per scrivere la tua tesi di laurea, la tua tesi di master o il tuo dottorato.

Quali dati contiene una scheda bibliografica?
Anche se i dati inseriti possono cambiare da un formato all’altro, in generale una scheda bibliografica comprende:
- nome dell’autore o degli autori, così come compare nell’opera;
- titolo dell’opera, che si tratti di un libro, un articolo, una tesi o una risorsa digitale;
- anno di pubblicazione, utile per collocare la fonte nel suo contesto temporale;
- casa editrice o ente responsabile, nel caso di libri o pubblicazioni formali;
- luogo di pubblicazione, quando il formato lo richiede;
- numero di pagine o intervallo di pagine, particolarmente utile per libri e articoli;
- link o URL, se si tratta di una fonte digitale;
- data di consultazione, consigliata per pagine web e risorse online;
- parole chiave, per indicare le keyword della ricerca, anche se di solito si tratta di un elemento facoltativo.
Non è sempre necessario includere tutti questi dati in ogni scheda. In effetti, puoi selezionare quelli più adatti in base al tipo di fonte e alle indicazioni accademiche che stai seguendo.
Inoltre, l’ordine in cui compaiono gli elementi dipende dal formato utilizzato.
Come fare una scheda bibliografica: passo dopo passo
Per creare una scheda puoi usare carta, cartoncino oppure un gestore bibliografico come Zotero o Mendeley. Se invece hai bisogno di schede più visive, una buona opzione può essere Canva.
Tenendo presente questo, ecco i passaggi da seguire.
1. Identifica il tipo di fonte
Prima di tutto, verifica se si tratta di un libro, di un articolo accademico, di una tesi o di una pagina web. Questo primo passaggio ti aiuterà a capire quali dati ti serviranno davvero e quali sono i più rilevanti.
2. Raccogli i dati essenziali della fonte
Individua il nome dell’autore, il titolo, l’anno di pubblicazione e la casa editrice o l’ente responsabile. Se la fonte è digitale, assicurati di copiare correttamente l’URL e di annotare la data di consultazione.
3. Scegli il formato da utilizzare
Puoi lavorare con una scheda cartacea, un documento digitale oppure uno strumento per la gestione delle referenze.
Questo è anche il momento giusto per decidere se seguirai uno stile preciso, come APA, oppure un formato più libero, in base alle indicazioni del tuo lavoro.
4. Registra le informazioni in modo ordinato
Annota ogni dato con attenzione e controlla ortografia e ordine. Mantenere lo stesso criterio in tutte le schede renderà più semplice il lavoro quando dovrai citarle o costruire la bibliografia finale.
5. Controlla e conserva la scheda
Prima di considerarla conclusa, verifica che non manchi nessun dato importante. Poi conserva la scheda insieme al resto delle fonti, in modo da averla sempre a portata di mano durante lo sviluppo del lavoro.
Tipi di schede bibliografiche da conoscere: con esempi
Ora che sai come si preparano, vediamo quali sono i tipi di schede bibliografiche che potrebbero chiederti per il tuo lavoro di ricerca o per un’attività scolastica.
Scheda in formato APA
Il formato APA, 7ª edizione, è uno dei più usati nei lavori accademici, soprattutto nelle aree delle scienze sociali, dell’educazione e della psicologia.
Ciò che lo caratterizza è l’ordine chiaro dei dati e l’importanza attribuita all’anno di pubblicazione.
Questo è il modello standard di una scheda bibliografica in formato APA:
Autore:
Cognome, Iniziale(i).
Anno di pubblicazione:
(Anno).
Titolo della fonte:
Titolo dell’opera o della risorsa
Tipo di fonte:
Libro / Articolo / Pagina web / Tesi
Editore o ente:
Nome della casa editrice o dell’istituzione
URL (se applicabile):
Link completo
Data di consultazione (facoltativa):
Giorno / Mese / Anno
Esempio utile
Autore: Hernández Sampieri, R.
Anno: 2018
Titolo: Metodologia della ricerca
Editore: McGraw-Hill Education
Scheda in formato MLA
Il formato MLA viene usato soprattutto nei lavori di discipline umanistiche, letteratura e studi culturali. A differenza di APA, dà priorità al nome completo dell’autore e colloca l’anno alla fine della referenza.
Esempio
Autore: Hernández Sampieri, Roberto
Titolo: Metodologia della ricerca
Editore: McGraw-Hill Education
Anno: 2018
Scheda in formato Chicago
Questo tipo di scheda è frequente in storia, arte e in alcune scienze sociali, perché include più dati di contesto, come il luogo di pubblicazione. Inoltre, offre diverse varianti a seconda del tipo di lavoro in cui verrà utilizzata.
Esempio
Autore: Hernández Sampieri, Roberto
Titolo: Metodologia della ricerca
Luogo di pubblicazione: Messico
Editore: McGraw-Hill Education
Anno: 2018
Misure e dimensioni di una scheda bibliografica
Le dimensioni di una scheda bibliografica, nel suo formato cartaceo tradizionale realizzato su cartoncino o su scheda, non sono rigidamente obbligatorie e non sono definite da norme di citazione come APA, MLA o Vancouver, perché queste regolano il contenuto e l’ordine dei dati, non la misura fisica del supporto.
Tuttavia, esiste una dimensione standard internazionale ampiamente accettata e usata da decenni in biblioteche, università e cartolerie, pari a 7,5 cm × 12,5 cm, o al suo equivalente.
Esistono schede bibliografiche bianche?
Sì, esistono schede bibliografiche bianche o schede di registrazione bibliografica di colore bianco. Sono le più comuni e tradizionali sul mercato e vengono vendute facilmente in cartoleria, nei negozi online e presso fornitori di materiale scolastico o da ufficio, spesso in confezioni da 50 o 100 unità.
Altri esempi di schede bibliografiche
I seguenti esempi possono esserti molto utili come guida per realizzare il tuo progetto di ricerca.
1. Esempio in norma APA, 7ª edizione, libro cartaceo
Autore
García Márquez, G.
Anno
1985
Titolo
Cent’anni di solitudine
Edizione
(Edizione commemorativa)
Luogo
Bogotá, Colombia
Editore
Editorial Oveja Negra
Pagine
422 pp.
ISBN
958-600-112-1
2. Esempio in norma MLA, 9ª edizione, libro cartaceo
Autore
Allende, Isabel.
Titolo dell’opera
La casa degli spiriti.
Editore
Plaza & Janés,
Anno
1982.
Conclusione: come sfruttare questo strumento per organizzare meglio le fonti
Fin qui abbiamo visto che organizzare bene le fonti facilita la scrittura di un lavoro accademico e, allo stesso tempo, apporta chiarezza, ordine e sicurezza a tutto il processo di ricerca.
La scheda bibliografica svolge proprio questa funzione: aiutarti a mantenere il controllo delle informazioni consultate, a dare credibilità accademica al tuo progetto e a lavorare con maggiore coerenza dall’inizio fino alla consegna finale.
Se in qualsiasi momento hai bisogno di orientamento per organizzare le tue fonti, rivedere la struttura del tuo lavoro o assicurarti che rispetti i criteri accademici richiesti, nel nostro centro studi possiamo accompagnarti in ogni fase del processo. Contattaci.
Domande frequenti
Qual è la funzione delle schede bibliografiche?
Organizzare e registrare in modo chiaro le fonti consultate, così da poterle identificare, citarle correttamente e costruire la bibliografia finale senza errori.
Come si realizza una scheda bibliografica?
Si parte identificando il tipo di fonte, raccogliendo i suoi dati principali, come autore, titolo, anno, editore o URL, e annotandoli in modo ordinato secondo il formato richiesto.
Quali dimensioni ha una scheda bibliografica?
Nel formato cartaceo tradizionale, la misura più comune è 7,5 × 12,5 cm, anche se oggi può essere realizzata anche in formato digitale senza misure fisse.


